Le stelle doppie al telescopio

Tutti sanno che i telescopi sono i strumenti principali per studiare le stelle. Tuttavia, per molte persone la prima osservazione di una stella con un telescopio è deludente, dal momento che sembrano uguali a prima vista: come un punto, solo più luminoso. Le stelle sono troppo distanti rispetto alle loro dimensioni in modo che il loro disco sia percepibile.

stella-doppia-albireo

stella doppia Albireo

Ad esempio, Alpha Centauri, la stella più vicina ad eccezione di Proxima Centauri, hà un diametro visuale dalla terra di circa un centesimo di secondo di arco nel cielo, mentre un piccolo telescopio non può vedere i dettagli al di sotto di uno o due secondi di arco. Se può servire una consolazione al dilettante, anche i telescopi professionali non possono distinguere il disco delle stelle, salvo alcune eccezioni.

Detto questo, si potrebbe pensare che non ci sia interesse nell’osservare al telescopio le stelle e sarebbe meglio dedicarsi ai pianeti, ammassi e nebulose. Tuttavia, ci sono stelle interessanti per i dilettanti, in particolare le stelle doppie o multiple.

Stelle, come Betelgeuse o Antares, meritano di essere osservate attraverso il telescopio, poiché il loro colore si distingue più di quello a occhio nudo. Un appassionato può osservare Algol per alcuni giorni e capire come varia la sua luminosità. Altre stelle, come le quattro del “quadrato dell’Orsa Minore”, servono come riferimento per “misurare” la percezione dell’occhio poiché hanno come magnitudini: beta 2.1, gamma 3.1, dzeta 4.3 ed eta 5.0. Una stella di riferimento per eccellenza è Vega, che, per convenzione, ha zero magnitudo e la cui luminosità è particolarmente evidente attraverso un telescopio.

Le stelle binarie sono più appariscenti, in particolare quando si tratta di coppie separabili, di grandezze non molto dissimili e con colori marcati. Alcuni esempi sono:

  • Centauri alfa, di magnitudo 0.0 e 1.2, separati da 14 secondi d’arco;
  • gamma Andromeda, di magnitudini 2.2 e 5.1, separate da 10 secondi di arco, arancione e blu;
  • iota Cancri, di magnitudini 4.0 e 6.6, separati da 30 secondi di arco, giallo e blu;
  • gamma Virginis, di magnitudini 3.5 e 3.5, separate da 2 secondi d’arco, di colore giallo;
  • beta Scorpii, di magnitudo 2.7 e 4.9, separati da 14 secondi d’arco;
  • beta Cygni (Albireo), di magnitudini 3.2 e 5.4, separate da 54 secondi di arco, giallo e verde;
  • beta Monocerotis, triplo sistema di magnitudini 4.6, 5.1 e 5.4, separati da 2.8 e 7.2 secondi di arco, blu.

Le separazioni superiori a 10 secondi di arco possono essere visibili con telescopi di quattro pollici (10 centimetri) di apertura; quelle di 2 o 3 secondi richiedono un’apertura leggermente più grande e, soprattutto, una buona qualità ottica. Una stella interessante è Lyra epsilon, molto vicino a Vega, visibile ad occhio nudo. Qualsiasi telescopio rivela un sistema di due stelle di magnitudine 5 separate da circa tre minuti di arco; Buone condizioni di osservazione mostrano che ogni stella è in realtà una coppia di stelle di magnitudo tra 5.0 e 6.1, separate da 2.5 secondi d’arco.

Altre stelle doppie che sono più difficili da distinguere, ma pur sempre molto interessanti, sono la stella polare stessa e Sirio. Polaris, di magnitudo 2.0, ha una compagna debole di magnitudine 8,9 a 18 secondi di arco di distanza. Per vederla in teoria sarebbe sufficiente un telescopio da quattro pollici, ma in pratica poi non sempre è così facile. Stessa situazione con Sirius, che con magnitudine -1.5 è la stella più luminosa del cielo, soffocando la luce del suo compagno (sirio b) di magnitudine 8,5 (cioè 10 mila volte più debole) a soli 4,5 secondi di arco. Che serva da stimolo sapere che il compagno di Sirius è una nana bianca, cioè una stella “fossile” che oggi genera poca energia ma che alcuni milioni di anni fà doveva lei oscurare Sirio, l’attuale stella più luminosa vista dalla nostra terra …..

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