Le piante bulbose

Per la precisione si dovrebbero comprendere tra le “bulbose” solo le piante provviste dl bulbi sotterranei; correntemente, in fioritura, si comprendono invece in questo gruppo anche molte altre piante che presentano organi di riserva uguali, e cioè tuberi, rizomi e radici tuberizzate.

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Tutte queste piante fanno parte, più correttamente, alle erbacee perenni; infatti sono perenni, hanno una vegetazione erbacea che si rinnova in tutto o in parte annualmente e rifioriscono ogni anno, puntualmente, in una determinata stagione. Ouesti organi sotterranei funzionano come riserva e consentono una fioritura immediata alla ripresa vegetativa, nel momento in cui spuntano le nuove foglie o in certi casi anche prima della loro comparsa.

Salvo qualche eccezione, le bulbose sono spoglianti e infatti nella stagione in cui restano in riposo, di solito durante l’estate oppure nei mesi invernali, le piante perdono le foglie. Durante tale periodo l’attività vegetativa si arresta e i bulbi o gli altri organi di riserva rimangono in riposo; normalmente anche le radici avvizziscono ma non mancano specie in cui le radici si mantengono vitali durante tale fase, seppure inattive; di questo bisogna tener conto perchè. mentre le bulbose del primo tipo si possono conservare fuori terra anche per qualche mese, le altre vanno ripiantate subito, dopo averle sterrate, per evitare che queste radici avvizziscano.

I veri bulbi sono formati da un fusto molto corto, detto “girello” o “disco”, dal quale nascono le radici e i nuovi germogli; nel gladiolo e in altre bulbose il bulbo è solido e risulta contornato verso l’esterno da squame membranose; nel glacinto il bulbo è invece composto da squame spesse e carnose avvolte strettamente le une sulle altre (bulbo tunicato o vestito); nel giglio il bulbo è squamoso o embriciato e infatti le squame sono meno addensate.

I rizomi sono dei fusti sotterranei, ramificati, provvisti di radici e disposti orizzontalmente o obliquamente nel terreno; lungo i rizomi sono presenti delle gemme, gli “occhi”, da cui si sviluppano le foglie e gli steli fiorali.

l tuberi sono invece dei fusti sotterranei, ingrossati e carnosi, ma piuttosto corti e tozzi, per lo più globosi o depressi, con uno o più occhi. Le vere bulbose si moltiplicano facilmente separando i piccoli bulbi, detti “bulbilli”, che formano anche in gran numero attorno al bulbo principale; in alcune specie il bulbo principale si rinnova annualmente e in altre invece si ingrossa di continuo. Le specie tuberose e quelle rizomatose si propagano con altrettanta facilità sezionando l tuberi o tagliando una porzione di rizoma, che siano provvisti di almeno un occhio.

Classificazione delle bulbose

Le bulbose presentano una caratteristica fase di riposo vegetativo che normalmente avviene d’estate oppure d’inverno;

per tale ragione, anche se non è possiblle una distinzione molto precisa si è soliti suddividere le bulbose in due gruppi a seconda del momento in cui avviene la stasi vegetativa e, di conseguenza, in base al momento in cui si procede all’impianto, oppure a seconda della stagìone in cui le piante fioriscono.

  • Un primo gruppo comprende le classiche bulbose “a riposo estivo”. come i tulipani, che si piantano a dimora a fine estate o all’autunno (bulbose a piantagione autunnale”) e che fioriscono di solito a fine inverno o all’inizio della primavera (bulbose a fioritura primaverile); alcune di queste bulbose si lasciano a dimora definitiva, ad esempio i narcisi, e altre invece si estirpano quando le foglie sono completamente secche, durante l’estate, per rinnovare la piantagione nei mesi autunnali (ad esempio i tulipani).
  • Un secondo gruppo comprende le bulbose “a riposo invernale”, come le dalie, che si piantano a dimora a primavera in modo da ottenere la fioritura nella stagìone più calda, cioè d’estate o nel primo autunno; nelle zone a clima invernale molto rigido conviene senz’altro estirpare ogni anno, prima dell’inverno i bulbi, i tuberi o le radici tuberizzate, perchè, trattandosi di specìe molto sensibili alle basse temperature, questi organi di riserva potrebbero deteriorarsi per il gelo, tanto più dannoso se il terreno è argilloso o compatto. ln zone a clima più mite questi bulbi si possono anche lasciare a dimora per più anni di seguito ma senza dubbio , rinnovando l’impianto ogni anno, si ottengono migliori risultati e fioriture più abbondanti.
    Sono queste le bulbose “a riposo invernale” o, se si preferisce “a fioritura estiva”; le più comuni sono le dalie, le begonie bulbose, le canne fìorifere e le tuberose.

Ouesta classificazione vale per la maggior parte delle bulbose coltivate nei nostrì giardini, ma diverse specie si comportano in modo anomalo oppure fioriscono in epoche diverse, a seconda delle condizioni climatiche o per effetto della coltivazione forzata in serra.
Così, a seconda dei casi, la calla bianca sì può piantare a novembre o a fine inverno e fiorisce rispettivamente d’inverno oppure a primavera, e lo stesso vale per anemoni e ranuncoli. Altro esempio: l’amarillide belladonna e anche quella gialla restano in riposo d’estate, ma fìoriscono subito dopo la piantagione, a settembre, e anzi non è raro il caso di bulbi che emettono i fiori quando ancora sono fuori terra.

Le più importanti bulbose coltivabili in Italia a fioritura primaverile sono:

Aglio ornamentale, Calla bianca, Croco, Eremoro, Fesia, Giacinto d’Olanda, Glossinia, Iris bulbose e Iris rizomatose, Mughetto, Muscari, Narciso, Peonia della Cina, Ranuncolo dei fioristi, Scilla, Tulipani d’Olanda e Tulipani botanici.

Piante bulbose a fioritura estiva :

Acidantera, Amarillide (bianca, gialla, belladonna etc.. ), Begonia tuberosa, Calla gialla, Ciclamino europeo, Dalia, Giglio bianco, Giglio tigrato, Gladiolo, Pavonia, Tuberosa.

Piante bulbose a fioritura invernale :

Bucaneve, Campanellino, Chionodossa, Piè di gallo, Puschinia.

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